LA CONSULENZA SESSUALE NEL SINGOLO E NELLA COPPIA

La sessualità è un ingrediente fondamentale in ogni rapporto di coppia. Può essere un buon segnale dell’intimità che vige tra i partner. In tal caso, il sentimento d’amore ed il desiderio vanno di pari passo dando un grande contributo all’armonia della relazione. Non sempre però accade che l’armonia rimanga stabile per l’intera vita della coppia. Periodi di crisi, l’abitudine o la comparsa di veri e propri disturbi nella sessualità in uno dei partner possono inficiare la sintonia. Molte coppie, inoltre, fanno sesso senza riuscire ad esprimere una sessualità piacevole. Quest’ultima è fatta di elementi che vanno ben oltre il coito, rispettando tutti i suoi momenti preparatori: di gioco, di comunicazione, di intimità.

 

Eppure la sessualità in alcune coppie riveste una funzione di risanamento dei litigi oppure costituisce per uno dei partner la prova d’amore dell’altro nei suoi confronti. Insomma, malgrado il sesso sia necessario alla vita di coppia, non è sufficiente. Occorre che gli sia dato il dovuto spazio, la dovuta attenzione, la dovuta cura, perché sia funzionale al piacere e alla felicità della coppia. Di fatto la sessualità si prepara fuori dal letto, negli atteggiamenti della vita quotidiana. E’ molto difficile che essa sia un vero terreno di incontro quando lo scontro, l’ostilità, la lotta per il potere o per affermare il proprio ruolo sono nel repertorio consueto  dei partner. Bisogna inoltre riconoscere che non tutti i disturbi della sessualità sono il frutto di una cattiva intesa tra i partner; talvolta i problemi sessuali di uno dei soggetti sono di natura più antica e si ripresentano in ogni nuova situazione che egli sta vivendo oppure hanno alla base una causa organica di cui il soggetto non è consapevole.

 

Quando qualcosa non funziona nella sessualità sovente si sviluppano dei sintomi in uno dei partner. Nei maschi è più facile che avvenga un calo del desiderio, o la comparsa di disturbi nell’erezione, mentre nella donna possono presentarsi disturbi nel desiderio, nell’eccitazione o nell’orgasmo. Per fare una buona diagnosi è importante rivolgersi ad un Consulente sessuale, che è quella figura che integra le conoscenze di diverse professioni mediche e psicologiche e che fornisce “un’attività di sostegno che permette di aiutare persone in difficoltà ad assimilare le loro conoscenze e trasformarle in stili di vita soddisfacenti e comportamenti responsabili” (definizione OMS, 1975). Compito del Consulente è quello di ascoltare e comprendere i problemi sessuali altrui e, grazie al modello teorico di riferimento, dare una prima risposta scientificamente corretta. Se la domanda lo consente, compito del Consulente è altresì quello di orientare verso una terapia sessuologica più approfondita. Questo non deve far pensare che il ruolo del Consulente sessuale sia quello di intermediario; sebbene la collaborazione con figure professionali affini spesso è necessaria, l’ascolto selettivo ed un counselling adeguato risolvono buona parte dei disturbi sessuali.  Ad esempio nella storia di Carlo, 37 anni, l’essere stato lasciato dalla fidanzata durante la malattia che avrebbe poi portato alla morte il padre, gli ha causato un forte calo del desiderio nei successivi rapporti. Ora che è sposato lamenta ancora la mancanza dello stimolo erotico e soprattutto sperimenta alcuni insuccessi che attribuisce ad un atteggiamento molto aggressivo mostrato dalla moglie durante i rapporti sessuali. La consulenza alla coppia con il conseguente cambiamento delle modalità di conduzione del rapporto sessuale, in poche sedute ha permesso a Carlo di riprendere il suo ruolo “virile” nel rapporto. La successiva terapia individuale lo ha aiutato a superare le ferite per la perdita del padre e i rancori per quanto subito nel rapporto con la partner precedente.

 

Non sempre il disturbo ha una così chiara connotazione psicologica. Compito del consulente è quindi quello di distinguere tra deficit e disfunzione sessuale. Se si tratta di una disfunzione il problema è di tipo sessuologico,  se è un deficit il problema potrebbe essere organico. Per risolvere questo dilemma è importante effettuare un’ anamnesi approfondita indagando le abitudini di vita (se il soggetto pratica attività fisica, se fa uso di farmaci, droghe o alcool), la presenza di malattie importanti, interventi chirurgici e traumi fisici in generale. Uguale importanza riveste inoltre l’anamnesi psicologica per indagare la presenza di traumi e/o abusi subiti. Quando il problema riportato dal paziente ha una prevalenza organica l’insorgenza è subdola ed esiste una progressione nel tempo; non è pertanto dipendente dalle situazioni o dalla relazione che sta vivendo. Inoltre le forme organiche non regrediscono spontaneamente nel tempo e possono presentarsi insieme ad altre patologie organiche o psicologiche. Giovanni ad esempio, è un uomo di 56 anni che si presenta molto robusto, soffre di pressione alta e di diabete, fuma qualche sigaretta ma è soprattutto un buon assuntore di bevande alcoliche. L’impotenza che lo attanaglia da diversi mesi e che lo sta allontanando dalla moglie in realtà non ha solo cause psicologiche ma soprattutto organiche. Solo la scelta, condivisa con la partner, di prendersi cura del proprio corpo e la ripresa lenta dei rapporti sessuali in un clima di non giudizio di fronte agli insuccessi, gli hanno permesso un discreto recupero della sua funzionalità.

E’ importante pertanto rendersi conto che in molte situazioni una buona consulenza permette di orientare ed aiutare il singolo e la coppia a superare il problema senza che tutto ciò debba trasformarsi in una terapia a lungo termine. La conoscenza che i soggetti maturano con la consulenza spesso è di aiuto al recupero di una buona intimità.

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